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Quali tipi di dispositivi IoT esistono e che cosa li vincola?

Le principali classi di dispositivi IoT, dai sensori a batteria a bottone ai gateway edge, e come i budget di energia, costo, connettività e sicurezza ne dettano il progetto.

Electronic components, a microcontroller board and sensors laid out on a table

Foto: Robin Glauser / Unsplash

Dopo aver letto questo articolo saprai:

  • Descrivere le principali classi di dispositivi, dai nodi sensore a batteria a bottone ai gateway Linux e alle unità telematiche
  • Spiegare come energia, costo, memoria, portata, ambiente, longevità ed esposizione condizionano un progetto
  • Scegliere la classe di dispositivo giusta per un compito, partendo dalla fonte di alimentazione
In questa pagina
  1. Com’è fatto lo spettro dei dispositivi?
  2. Quali vincoli guidano la progettazione?
  3. Come si abbina la classe al compito?
  4. Per continuare

I dispositivi IoT vanno da un sensore grande come una moneta, che funziona per dieci anni con una sola batteria, a un gateway montato a rack con lo stesso processore di un laptop. Condividono la definizione di dispositivo IoT, un oggetto fisico dotato di rilevamento o attuazione e di una connessione di rete, ma quasi nient’altro. Le differenze nascono dai vincoli: quanta energia è disponibile, quanto può costare l’unità, a che distanza deve comunicare e quanto è esposta ad attaccanti e intemperie.

Capire questi vincoli spiega perché i dispositivi sono costruiti in un certo modo, e perché scelte che dal punto di vista del software sembrano strane (nessun sistema operativo, firmware che non si può aggiornare) sono spesso deliberate. Aiuta anche a scegliere la classe di dispositivo giusta per un problema.

Questa guida passa in rassegna le principali classi di dispositivi e poi i vincoli che le separano.

Com’è fatto lo spettro dei dispositivi?

Nodi sensore a risorse limitate

All’estremo più piccolo ci sono i sensori a batteria: sonde di temperatura e umidità, contatti per porte, picchetti per l’umidità del suolo, rilevatori per i posti auto, tag per gli asset. Sono costruiti attorno a un microcontrollore con qualche centinaio di kilobyte di memoria flash e qualche decina di kilobyte di RAM, una sola radio e una batteria a bottone o una coppia di stilo AA. Passano quasi tutto il tempo in deep sleep e si risvegliano brevemente per misurare e trasmettere.

Il firmware è un unico programma, a volte costruito su un piccolo RTOS per pianificare le attività. Tutto si misura in microampere e in byte.

Dispositivi intelligenti alimentati dalla rete elettrica

Prese intelligenti, lampadine, termostati, videocitofoni ed elettrodomestici hanno una fonte di alimentazione e possono quindi permettersi una radio Wi-Fi, un chip più capace come un ESP32 e una connettività sempre attiva. Sono raggiungibili in qualsiasi momento, il che semplifica i comandi e gli aggiornamenti OTA. Il loro vincolo è il costo: in un prodotto di consumo ogni centesimo della distinta base conta, e questo spinge i progettisti verso il chip più economico che soddisfa le specifiche, lasciando poco margine per l’hardware di sicurezza.

Wearable e dispositivi portatili

Un wearable unisce il vincolo di batteria di un nodo sensore con la sensoristica più ricca (una IMU, un sensore ottico di frequenza cardiaca, un GPS) e l’interfaccia utente di un prodotto di consumo. Si affida a un telefono come gateway via Bluetooth Low Energy, il che mantiene semplice il dispositivo stesso.

Gateway e dispositivi edge

Un gateway raccoglie i dati da molti dispositivi locali e li inoltra su IP. Un dispositivo edge va oltre ed esegue in locale la logica applicativa: conversione di protocollo, filtraggio, regole locali, a volte inferenza di machine learning. Questi dispositivi sono costruiti attorno a un microprocessore con Linux, spesso confezionato come system on module o, nei prototipi, come una scheda tipo Raspberry Pi. Hanno alimentazione da rete o Power over Ethernet, memoria di archiviazione e la capacità di eseguire container.

Apparecchiature industriali e rugged

Sensori, controller e tracker industriali devono affrontare vibrazioni, polvere, umidità e temperature estreme. Un dispositivo rugged è sigillato, certificato per il proprio ambiente e progettato per una vita utile di molti anni. Nelle fabbriche, PLC e azionamenti vengono sempre più spesso dotati di connettività IoT perché i loro dati raggiungano i sistemi di analisi. Qui il vincolo non è il costo per unità ma l’affidabilità e la certificazione.

Veicoli e asset mobili

Le unità di telematica su camion, macchine agricole e monopattini in condivisione hanno energia in abbondanza finché il motore è acceso, ma devono sopravvivere con una piccola batteria tampone quando il veicolo è parcheggiato. Usano l’IoT cellulare perché si spostano, e spesso aggiungono il satellite per le zone remote.

Quali vincoli guidano la progettazione?

Energia

L’energia è la prima domanda per qualsiasi dispositivo senza collegamento alla rete elettrica. Il budget energetico determina quale radio è praticabile, ogni quanto il dispositivo può riferire e se può permettersi di eseguire operazioni crittografiche. Un dispositivo con batteria a bottone non può tenere viva una connessione Wi-Fi; deve usare una radio a basso consumo come BLE, Zigbee, Thread o LoRaWAN, e un duty cycle minimo.

L’energy harvesting da luce o vibrazioni può prolungare la vita a tempo indeterminato per i nodi a consumo bassissimo, quando la fonte è affidabile.

Costo e volumi

Un sensore installato a migliaia deve essere economico, e questo esclude memorie grandi, secure element e radio costose. È il motivo principale per cui i dispositivi a risorse limitate non hanno funzioni che gli ingegneri della sicurezza considerano di base. Quando il costo lo permette, un secure element fornisce l’archiviazione delle chiavi in hardware e una root of trust per il secure boot.

Una radio più economica può richiedere più gateway, e un chip più economico più tempo di ingegneria, quindi la misura giusta è il costo totale di possesso lungo tutta la vita dell’installazione.

Memoria e capacità di calcolo

Un microcontrollore con qualche decina di kilobyte di RAM non può contenere uno stack TCP/IP completo con TLS più la logica applicativa senza un’ingegnerizzazione attenta. Per questo esistono protocolli come CoAP e MQTT-SN, per questo i payload usano CBOR invece di JSON, e per questo 6LoWPAN comprime le intestazioni IPv6 per le radio piccole. All’altro estremo, i dispositivi edge con gigabyte di RAM eseguono lo stesso software dei server.

Connettività e portata

L’ambiente fisico detta la radio. Al chiuso funzionano il Wi-Fi o una rete mesh. Su un campus o un’azienda agricola, le tecnologie LPWAN coprono chilometri con pochi milliwatt. In movimento, la rete cellulare (NB-IoT, LTE-M) è la scelta pratica. Ogni radio impone limiti alla dimensione e alla frequenza dei messaggi, che a loro volta influenzano la progettazione del firmware.

Ambiente fisico

Intervallo di temperatura, grado di protezione, vibrazioni ed esposizione agli agenti chimici condizionano l’involucro e i componenti. Un dispositivo per esterni ha bisogno di un’antenna che funzioni dentro una custodia sigillata e di una chimica della batteria che tolleri il freddo.

Longevità e manutenibilità

L’elettronica di consumo si sostituisce in pochi anni; un contatore intelligente (smart meter) o un sensore strutturale su un ponte possono dover funzionare per quindici. Una vita lunga alza la posta sui meccanismi di aggiornamento del firmware, sull’agilità crittografica e sui ricambi. Un dispositivo che non si può aggiornare da remoto è un rischio per tutta la sua vita, ed è per questo che il ciclo di vita del dispositivo merita la stessa attenzione progettuale dell’hardware.

Esposizione alle minacce

Un dispositivo in un luogo pubblico può essere aperto, sondato e riprogrammato. Un dispositivo in un armadio chiuso a chiave no. La minaccia attesa decide se le porte di debug vanno disabilitate, se le chiavi devono risiedere in hardware resistente alla manomissione e quanto il firmware deve difendersi dagli attacchi fisici. La guida ai fondamenti di sicurezza tratta queste difese.

Come si abbina la classe al compito?

Una regola pratica veloce: parti dall’alimentazione. Se c’è la rete elettrica, lo spazio di progetto è ampio e le domande principali sono costo e connettività. Se il dispositivo funziona a batteria, decidi quanto deve durare e quanti dati deve inviare, e lascia che questi due numeri eliminino le opzioni radio finché non ne resta una. Se servono decisioni locali quando la rete è assente, o se il volume di dati grezzi è troppo grande per essere trasferito, aggiungi un dispositivo edge.

Mescolare le classi è normale: sonde per il terreno a batteria a bottone su LoRaWAN, un tracker cellulare su ogni trattore e un gateway Linux nel fienile che collega tutto.

Per continuare

Argomenti: dispositivi, hardware, microcontrollori, fondamenti

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